Un’occhiata al cuore prima di salire sugli sci

Forse qualcuno l’ha già prenotata, tanti la stanno sognando, aspettando impazienti: in vista delle vacanze di fine anno è tempo di pensare alla settimana bianca. Non solo all’albergo, però: prima di partire è meglio assicurarsi di essere in forma, cominciando ad allenarsi per rimettere ai piedi sci o snowboard. Altrimenti c’è il rischio di andare a ingrossare la casistica di Gert Klug, un medico dell’Università di Innsbruck che ha studiato 1.500 turisti in settimana bianca sulle Alpi tirolesi, arrivati nel suo ospedale fra il 2006 e il 2010 dopo aver avuto problemi cardiaci sulle piste.

In 170 avevano avuto un vero e proprio infarto: non moltissimi, considerando i milioni di sciatori che ogni anno trascorrono le vacanze sulla neve in quelle zone, ma i dati raccolti da Klug sono parecchio interessanti perché dipingono un ritratto assai preciso del turista a rischio cuore sulla neve.

FATTORI DI RISCHIO – In oltre la metà dei casi, infatti, chi aveva avuto un infarto in settimana bianca era sedentario per quasi tutto il resto dell’anno; il 70% dei pazienti, inoltre, aveva almeno un paio di fattori di rischio cardiovascolare, dal fumo alla pressione alta, dal colesterolo in eccesso alla glicemia sballata. La scarsa preparazione fisica, unita a un sistema cardiovascolare non proprio perfetto, è il mix fatale assieme all’altitudine: in quota si riduce la disponibilità di ossigeno per cuore e vasi, che con il freddo “lavorano” peggio. Così si può andare incontro a un infarto, soprattutto all’inizio della vacanza, quando bisogna ancora adattarsi al nuovo ambiente, ma si è già iniziato a sciare. Non a caso il dottor Klug ha dimostrato che il 56% degli infarti si verifica nel primo o secondo giorno dall’arrivo, dopo le prime discese sulle piste. Magari alla sera, rientrati in hotel: l’infarto avviene mente si scia solo nel 40% dei casi. «Lo sci alpino è un’attività anaerobica, che impone grossi sforzi di breve durata; anche il cuore è sotto stress, basti pensare al batticuore dopo una discesa – spiega Alessandro Biffi, presidente della Società italiana di cardiologia dello sport -. Difficilmente chi prenota la settimana bianca riflette sui possibili rischi per la salute; invece chi ha più di 35-40 anni dovrebbe sottoporsi almeno all’elettrocardiogramma, a riposo e sotto sforzo. Lo sci va bene per tutti, anche chi ha avuto problemi di cuore può farlo, ma con le dovute cautele».

RACCOMANDAZIONI – «Chi ha avuto un infarto può fare la settimana bianca, purché si sottoponga a controlli accurati prima della partenza e non salga troppo in quota: non bisognerebbe oltrepassare i 2mila metri, l’ideale è stare attorno ai 1.500 metri – conferma Marino Scherillo, presidente dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri -. Le stesse raccomandazioni valgono per gli ipertesi, che in montagna sono più a rischio perché con l’altitudine la pressione tende a salire: prima di partire è bene rivedere la terapia, accertarsi che l’ipertensione sia sotto controllo e stabilire con il medico il numero di ore “permesse” sugli sci». Una visita medica preventiva sarebbe, tra l’altro, molto utile non solo per il cuore: «Con un buon anticipo rispetto alla partenza è opportuno fare il punto sul proprio grado di preparazione atletica, per pensare a un programma di allenamento presciistico adatto. Chi arriva sulle piste dopo un anno di sedentarietà rischia grosso anche per le articolazioni: gli incidenti sulle piste spesso dipendono proprio dalla mancanza di allenamento» conclude Biffi.

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