Celiachia infantile: come diagnosticarla e gestirla

La celiachia, con solo il 10-20% circa di casi identificati, è una delle patologie più sottodiagnosticate. La diagnosi in individui affetti da questa disfunzione è fondamentale poiché la celiachia se non diagnosticata per tempo può causare una salute cagionevole e problemi a lungo termine. E’ fondamentale quindi possedere una solida conoscenza delle strategie idonee alla valutazione e alla diagnosi della celiachia nel raccomandare ai pazienti e ai familiari una dieta priva di glutine vita natural durante.

Questa analisi ha come obiettivo trasformare gli ultimi sviluppi medici in consigli pratici ai fini della diagnosi, della valutazione e della gestione della malattia.

  • Il test sierologico del sangue è economico e il test IgA-tTG (anticopri anti-transglutaminasi tissutale delle immunoglobine A) positivo ha rivelato una sensibilità dell’80/90% e una specificità del 95% nella celiachia degli adulti e dei bambini più grandi. Tuttavia, nei bambini di età inferiore ai 6 anni tale test è meno affidabile in quanto i livelli anomali di IgA-tTG possono normalizzarsi.
  • Per diagnosticare la celiachia si utilizza sempre più spesso test genetici i quali, nel futuro, potranno essere inclusi nei protocolli di test di routine, riducendo così la necessità dei test sierologici, dello screening regolare delle persone a rischio e dell’endoscopia gastrointestinale superiore.
  • Nonostante gli esami sopracitati siano utili strumenti nell’approccio diagnostico, la conferma della diagnosi o l’esclusione definitiva della malattia richiedono biopsie della prima, seconda e terza porzione duodenale mentre il paziente segue una dieta contenente glutine.

Sulla base degli studi effettuati si raccomanda quindi di “sottoporre tutti i bambini a biopsia duodenale seguendo una dieta contenente glutine, al fine di confermare la diagnosi di celiachia prima di raccomandare una dieta priva di glutine”.

fonte: Postgrad Med J. 2011;87:19-25

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10 risposte a “Celiachia infantile: come diagnosticarla e gestirla

  1. salvatore la montagna

    ciao io e mia moglie abbamo scoperto di avere un figlio celiaco kome dobbiamo comportarci e kosa fare?

    • Carissimi genitori,
      se la diagnosi è stata fatta tramite il Medico di Base vi consiglio di effettuare una visita specialistica dal gastroenterologo. Lo specialista vi darà indicazioni soprattutto dietetiche e programmerà i controlli da eseguirsi nel tempo. Per fortuna oggi sempre più negozi e grandi catene di supermercati hanno settori dedicati a cibi senza glutine davvero di ogni tipo.
      Rimango a disposizione per ogni ulteriore chiarimento
      Cordiali saluti
      Massimiliano Ortu

  2. salve,la mia bimba che a settembre compirà tre anni,ha sempre dato problemi con l’alimentazione,ha sempre mostrato poco appetito,e nei primi mesi dello svezzamento vomitava spesso,ma la diarrea nn era frequentissima.al primo anno di vita abbiamo fatto tutti gli esami xqualsiasi intolleranza (io sospettavo al lattosio)ma dai risultati nulla.2mesetti fa ha incominciato ad accusare dolori addominali,seguiti da un vomito fortissimo,ho ripetuto nuovamente tutti gli esami,ma questa volta abbiamo fatto anche un eco,dalla quale è risultato un infiamazione intestinale,e dagli esami del sangue un pò di anemia,ma la celiachia ancora nn è sicura.io nn voglio aspettare che mia figlia compia i sei anni xsapere se è ciliaca o meno.quindi vorrei sapere quali siano gli esami piu specifici e a quale dott. rivolgermi.
    grazie

    • Gentile Lettrice, sono d’accordo con lei che la diagnosi di celiachia non possa essere così “ritardata” nel tempo. Da quanto mi descrive, però, è ancora più importante che la sua bambina venga ben valutata e seguita da uno specialista che possa esludere anche una serie di altre patologie da cui, visti i sintomi, non possiamo prescindere.
      Le consiglio, senza alcun dubbio, di rivolgersi a un centro di gastroenterologia, il più comodo per lei, a seconda della sua città di residenza. Esistono oggi alcuni esami specifici, anche sulle feci, in grado di indirizzarci molto bene sulla diagnosi di celiachia. L’importante, me lo conceda, è non perdere mai la visione d’insieme e cercare di impostare, rivolgendosi allo specialista, una serie di accertamenti che prendano in considerazione più diagnosi possibili.
      Cordiali saluti
      Massimiliano Ortu

  3. salve, mia figlia ha quasi 6 anni ed oggi siamo in attesa di una biopsia intestinale per confermare la celiachia che si sta manifestando con sintomi nn prettamente tipici. la mia bambina è ana positiva 1/160 con patner nucleolare omogeneo, tpo ab 70.8, aga igG e igA positiva. inoltre lamenta continui dolori ai piedi alla schiena e mal di testa , rash cutanei( bollicine pruriginose) policitemia , linfociti cd8 alti ,piastrine giganti….e altre cose !!
    mi chiedevo se la biopsia è necessaria e se la diagnosi di celiachia è giusta.

    • Gentile Lettrice,
      la biopsia intestinale è fondamentale, anche perchè la celiachia spesso si presenta con sintomi subdoli e sempre meno “canonici”.
      La diagnosi potrebbe essere corretta, anche se non l’unica, e appunto per questo va verificata con biopsia e valutazione specialistica.
      Abbia molta pazienza
      Un cordiale saluto
      Massimiliano Ortu

  4. la ringrazio per aver risposto al mio dubbio…sono più convinta di procedere con la gastroscopia…ma avrei un altro dubbio….nei bambini quale procedura si usa..cioè mia figlia sarà addormentata o sedata??
    grazie

    • In linea di massima ogni struttura segue protocolli simili per cui è ragionevole pensare che utilizzeranno una sedazione profonda ma non una vera anestesia.
      Per l’aplotipo è un fattore predisponente ma non basta.
      Ribadisco l’utilità, la necessità dell’esame endoscopico.
      Grazie a lei !

  5. ho dimenticato di dirle che mia figlia ha alotipo DQ8

  6. Salve,mia figlia ha compiuto 3 anni ai primi di marzo. Una volta all’anno e quindi per tre anni consecutivi la pediatra le ha fatto fare un prelievo per tenere sotto controllo alcuni valori del sangue (generici e anticorpi per celiachia), dato che la bimba mangiava poco e cresceva lentamente. Nonostante questo pero’ e’ sempre stata sveglia, attiva, vivace e non ha presentato episodi di vomito, diarrea o mal di pancia. Preciso inoltre che sia io che mio marito siamo di bassa statura ed esili. Visti pero’ i risultati delle varie analisi la pediatra mi consiglia comunque di fare visitare la bimba ad una pediatra specialista in celiachia (i valori infatti non sono tutti positivi e le rimane quindi il dubbio). Questi sono i risultati degli ultimi esami fatti nel mese di marzo:
    ANTICORPI PER CELIACHIA:
    Immunoglobuline IgA 98
    Antigliadina (AGA) deamidata IgA 1.7 (negativo) – IgG 12 (positivo)
    Antitransglutaminasi IgA 5.3 (borderline)
    Antiendomisio (EMA) IgA positivo debole
    ALTRI VALORI LEGGERMENTE ALTERATI:
    Piastrine 491
    Volume medio piastrinico 5.9
    Creatinina 26
    GLI ALTRI VALORI SONO NELLA NORMA,
    Vorrei un suo parere in proposito, dato che so che per una diagnosi certa di celiachia c’e’ bisogno di effettuare una biopsia intestinale e mio marito non e’ troppo propenso a farla adesso; vorrebbe infatti aspettare che la bambina sia un po’ piu’ grande.
    La ringrazio e attendo una sua risposta.
    .

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