Lenti a contatto: un uso eccessivo può creare disturbi?

Il 74% dei portatori di lenti a contatto morbide non rispetta le istruzioni del fabbricante per quanto riguarda la frequenza di sostituzione. L’uso eccessivo delle lenti a contatto può comportare complicanze quali le papille congiuntivali superiori, l’iperemia congiuntivale della palpebra superiore o la congestione del limbus, mentre le alterazioni superficiali dovute a impurità causate da un uso eccessivo possono provocare fastidi.

Un recente studio ha osservato le abitudini di alcuni pazienti portatori di lenti a contatto morbide che si sono rivolti a due cliniche oculistiche UCLA monitorando le complicanze causate dalle lenti a contatto e l’osservanza delle istruzioni del fabbricante per quanto riguarda la frequenza di sostituzione. Il tasso di osservanza totale era del 65% ed era significativamente legato alla modalità di sostituzione del supporto ( quotidiana, quindicinale, mensile, trimestrale o annuale ) e al tipo di soluzione utilizzata per la pulizia delle lenti ( soluzione unica o acqua ossigenata ). I portatori di lenti a contatto a sostituzione annuale hanno registrato il tasso di osservanza maggiore, seguiti dai portatori di lenti a contatto con sostituzione trimestrale, che hanno riportato un tasso di osservanza alto.

La media dei giorni d’uso eccessivo per paziente non osservante cambiava significativamente a seconda della fascia d’età, del materiale delle lenti ( silicone, non siliconico o entrambi ) e della soluzione utilizzata. I questo caso i pazienti che hanno registrato un uso eccessivo delle lenti sono stati gli adolescenti, i portatori di lenti a sostituzione quindicinale e i portatori di lenti in idrogel non siliconico.

Attendendoci a risultati ottenuti la media delle complicanze per occhio aumentava in base al numero di giorni di uso eccessivo, nonostante questa relazione non fosse statisticamente significativa. Gli autori della ricerca sono giunti così alla seguente conclusione: ” abbiamo riscontrato una diffusa inosservanza tra i vari gruppi demografici e tipi di paziente, marginalmente associata in modo positivo alle complicanze”.

fonte: Optometry. 2010;81:598-607

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