Pagare in contanti giova alla salute

Se si teme di ingrassare, meglio lasciare a casa la carta di credito e pagare in moneta sonante. Sembrerebbe infatti, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Consumer Research, che chi compra usando i contanti esca dal supermercato con un sacchetto della spesa più leggero, con meno dolciumi, patatine e bibite zuccherate, rispetto a chi utilizza carta di credito o bancomat.

Un gruppo di ricercatori americani ha osservato i diversi comportamenti negli acquisti di un migliaio di famiglie per un periodo di 6 mesi. Dopo aver raccolto i dati su che cosa veniva comprato e come avveniva il pagamento, gli studiosi sono arrivati a concludere che l’utilizzo di carta di credito facilitava l’acquisto di alimenti appartenenti alla categoria del cosiddetto “junk food” ovvero cibo spazzatura: generi alimentari ricchi di grassi, zuccheri, sale, che ingolosiscono il consumatore e vengono comprati d’impulso ma che non possono certo dirsi salutari. Chi invece arrivava alla cassa e pagava in contanti si portava a casa una spesa più sana ed equilibrata spendendo anche di meno. L’effetto della carta di credito si ripeteva anche per chi usava una tessera bancomat: la motivazione di una scelta alimentare meno assennata non dipende quindi dalla prospettiva di un pagamento posticipato del conto, che avviene con la carta di credito ma non con il bancomat dove l’addebito dell’importo speso è immediato.

Perché allora il tipo di spesa cambia in relazione alle modalità di pagamento? «Una possibile spiegazione è nel “dolore di pagare” che il consumatore prova quando paga in contanti rispetto a quando usa una carta di credito – spiega Manoj Thomas della Cornell University di New York, uno degli autori della ricerca -. Vedere fisicamente il denaro che lascia il portafoglio suscita in chi paga una sorta di sofferenza che lo trattiene dal fare acquisti avventati e lo spinge a comprare ciò che veramente serve». In un’altra parte dello studio infatti veniva chiesto ai partecipanti di scegliere, dopo l’acquisto, alcune parole che definivano meglio il loro stato d’animo: chi aveva pagato in contanti selezionava tra le opzioni presentate più termini negativi e associati al dolore rispetto a chi aveva usato la carta di credito.

Negli ultimi anni negli Stati Uniti, ma anche in Italia, si è registrato un aumento delle persone obese o in sovrappeso. Analogamente, i sistemi di pagamento con bancomat e carte di credito hanno visto una sempre maggior diffusione negli acquisti di tutti i giorni. Dati dei Centers for Disease Control relativi al 2006 stimano la percentuale di adulti americani obesi intorno al 34 per cento e quella dei pagamenti tramite carta intorno al 40 per cento del totale. Secondo il team di universitari che ha condotto questo studio, la relazione tra i due dati potrebbe non essere casuale. «Tenere sotto controllo gli acquisti fatti d’impulso e il consumo di cibi poco salutari è una sfida impegnativa per il consumatore – conclude Thomas -. La consapevolezza che l’uso delle carte rischia di condizionare la qualità della spesa potrebbe aiutare le persone a controllarsi di più».

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