Torna a parlare grazie a un trapianto

Nel 1999 Brenda Jensen aveva perso l’uso della parola dopo un intervento sbagliato che le aveva paralizzato le corde vocali; da allora parlava solo attraverso un dispositivo elettronico portatile e respirava grazie a un buco nel collo (tracheostomia). Oggi è tornata a comunicare con il mondo e a sentire i sapori grazie al primo trapianto completo di laringe e trachea eseguito lo scorso ottobre al David Medical Centre di Sacramento da un’equipe internazionale di chirurghi, fra i quali l’italiano Paolo Macchiarini, pioniere nei trapianti di trachea. L’operazione è durata ben 19 ore ed è stata particolarmente complicata perché, oltre all’innesto dei nuovi organi e dei tessuti, è stato necessario effettuare in microchirurgia le connessioni muscolari e nervose, quelle vocali e della deglutizione.Il risultato è stato a dir poco eccellente, visto che già dopo meno di due settimane la 52enne californiana aveva ripreso a parlare ed ora è sulla strada del completo recupero. “Questa operazione mi ha ridato la vita – ha raccontato la signora Jensen – e mi sento davvero fortunata ad avere avuto questa possibilità. È un miracolo. Adesso non faccio altro che parlare, parlare e parlare. Ogni giorno è un nuovo inizio per me e sto lavorando davvero duro per ricominciare a usare le corde vocali e per allenare i muscoli della deglutizione. Probabilmente non potrò mai più cantare in un coro, ma è eccitante poter parlare normalmente e non vedo l’ora di mangiare, bere e fare di nuovo il bagno”.

Sebbene l’apparato vocale che le è stato impiantato provenga da una donatrice donna, deceduta in un incidente stradale, la Jensen parla con la sua voce e non con quella della donatrice. E comprensibilmente soddisfatti sono anche i chirurghi che hanno eseguito il difficile intervento, a cominciare dal professor Macchiarini, che lo ha definito «straordinario», mentre per i suoi colleghi «l’operazione potrebbe aprire la strada a trapianti analoghi in persone che hanno avuto malattie o traumi alla laringe che li costringono ad emettere suoni con apparecchi elettronici». Per due mesi dopo il trapianto, la Jensen si è sottoposta ad esercizi di riabilitazione per rafforzare le corde vocali e ora sta imparando a deglutire di nuovo (nell’ultimo decennio è stata alimentata grazie a un tubo) e sta recuperando anche il senso del gusto e dell’olfatto. Una volta che le verrà rimosso il tubo della tracheotomia, la donna sarà finalmente in grado di tornare a condurre una vita normale.

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