Epatite C: 2 milioni di italiani malati e mille nuovi casi l’anno

Quest’anno l’infezione da HIV compie trent’anni e continua ad essere un’emergenza importante, ma con l’epatite C rischiamo ancora di più. Stefano Vella, direttore del dipartimento del Farmaco dell’Istituto superiore di Sanità, lancia l’allarme nel corso del convegno ‘HIV & HCV, due storie parallele”, all’Iss. Ricorda infatti che oggi, in Italia, “ci sono 170-180 mila sieropositivi e 1 milione e 700 mila persone affetta da epatite C”. E che ogni anno si registrano mille nuovi casi. Cifre, afferma Vella, che dovrebbero bastare per dare le proporzioni di un “dramma” passato troppo spesso sotto silenzio. “Oggi – conferma Raffaele Bruno, del dipartimento di malattie infettive della Fondazione Irccs San Matteo di Pavia e segretario Aisf (Associazione italiana per lo studio del fegato) – la maggioranza delle persone è sufficientemente informata sulla prevenzione e la lotta alle malattie cardiovascolari, metaboliche, oncologiche. Ma per il fegato non è ancora così”. Pochi, infatti, conoscono le funzioni di questo organo, “e troppo spesso viene sottovalutato l’impatto di un disturbo epatico. La sintomatologia clinica compare solo nelle fasi avanzate della malattia, quando le possibilità di intervento terapeutico si riducono drammaticamente”.

Fortunatamente, aggiunge Vella, “con l’epatite C non dobbiamo ripartire da zero, anzi possiamo partire proprio da quello che abbiamo imparato con l’Aids”. Stanno per arrivare dei nuovi farmaci per il trattamento di questa patologia, “gli inibitori della proteasi, già utilizzati per il trattamento dell’infezione da Hiv. Farmaci in grado di arrivare dritti al virus. E come ieri hanno rivoluzionato la storia naturale dell’Aids – sottolinea ottimista il ricercatore dell’Iss – oggi lo faranno con quella dell’epatite C”. In Italia circa 3% della popolazione italiana è venuto a contatto con il virus dell’epatice C che resta la prima causa di morte tra le malattie infettive trasmissibili.

 

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