Certificati online: bufera contro l’innovazione

E’ battaglia tra il ministro Renato Brunetta e i medici del servizio sanitario. Il provvedimento sull’obbligo di trasmissione via telematica dei certificati di malattia entra in vigore oggi, senza nessun rinvio, scatenando la reazione dei camici bianchi che avvertono su di loro il rischio di sanzioni pesanti se non si mettono in condizione di rispondere ai cittadini: intervento punitivo previsto dalla legge, ma prorogato più volte, fino alla data odierna. Ed ecco ora che si affaccia la prospettiva di uno sciopero. Intanto è stato dichiarato lo stato di agitazione. Oggi un impiegato o qualsiasi dipendente che avesse bisogno di certificare l’indisponibilità a recarsi in ufficio per motivi di salute potrebbe subire disagi non indifferenti perché, secondo Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg, “le difficoltà sono evidenti. Il sistema messo in piedi dal ministero della Funzione Pubblica fa acqua. Anche chi nel proprio studio si è organizzato per rispondere ai pazienti in modo moderno trova ostacoli nel contattare il call center centrale o perde tempo perché la rete va in tilt”.

Il ministro Brunetta  sicuro del fatto che il nuovo corso farà risparmiare milioni di euro in termini di carta ha inviato una lettera ai medici dove ricorda la scadenza e chiarisce, per rabbonirli: “Le sanzioni scatteranno solo nel caso di colpa esplicita. Timori e paure non hanno ragione di essere. Già adesso è così. Sarà nostra cura assicurare un attento monitoraggio delle procedure e i meccanismi del sistema per evitare ingiustificati atteggiamenti punitivi”.

Milillo però rincara la dose, a nome dei suoi si professa “umiliato e offeso“, sostenuto anche dal sindacato degli ospedalieri l’Anaao-Assomed, dai colleghi dei pronto soccorso la cui attività potrebbe essere rallentata dalle richieste di certificare. Per evitare che il conflitto degeneri ci sarà un incontro di conciliazione tra le parti al ministero del Lavoro. Tra i due contendenti il ministro della Salute Ferruccio Fazio cerca di mettere una parola di pace: “Bisogna arrivare a un’intesa in modo da scongiurare proteste che potrebbero creare disagi a cittadini e malati. Mi unisco a Brunetta nell’esprimere soddisfazione per i risultati raggiunti in questi 10 mesi di sperimentazione, dobbiamo impegnarci tutti per ottenere la trasmissione online di tutti i certificati, circa 50 milioni all’anno”. Ma giustifica i medici che pretendono una proroga: “Il sistema informatico va perfezionato”.

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