Sul mercato i nuovi vaccini contro la meningite

Entro un anno potrebbe essere a disposizione di medici e strutture sanitarie un nuovo vaccino per la meningite di tipo B, la forma più pericolosa della malattia infettiva. Il vaccino prende il nome di Bexsero ed è stato sperimentato su un totale di 7.500 persone, di età variabile.

Stando ai dati, la profilassi si è rivelata efficace nel 77 per cento dei casi, garantendo protezione contro un totale di 800 ceppi della meningite di tipo B, la forma più comune della patologia e anche quella priva di profilassi, al momento. L’azienda produttrice, che ha chiesto l’autorizzazione per l’immissione in commercio all’agenzia del farmaco europea, l’EMA, è giunta alla messa a punto del nuovo vaccino grazie alla tecnica della “reverse vaccinology”, in base alla quale la decodifica del DNA del microrganismo e la selezione di determinate proteine mettono in moto una risposta immunitaria nell’organismo del soggetto colpito.

Soltanto nel nostro paese, sono circa 200/300 i casi di meningite in un anno, con una mortalità che si attesta attorno al 13 per cento. Intanto, sempre a proposito di questa temibile patologia infettiva, va registrato anche l’arrivo di un vaccino tetravalente studiato per immunizzare ragazzi e adulti ai sierogruppi A, C, W135 e Y del meningococco (Neisseria meningitidis), 4 dei 5 sierogruppi patogeni per gli esseri umani, rispetto ai 13 totali di questo batterio.

Il nuovo vaccino è stato approvato prima dalla FDA americana e poi dall’EMA, l’agenzia europea per i medicinali. Rino Rappuoli, responsabile della ricerca di Novartis Vaccines, il produttore della nuova profilassi, dichiara: “il nuovo vaccino è stato sviluppato utilizzando la tecnologia della coniugazione, messa a punto per la prima volta a Siena da Novartis Vaccines, per la realizzazione del vaccino coniugato contro il meningococco C ampiamente in uso. Il nuovo vaccino coniugato tetravalente è in grado di garantire una protezione  maggiore nei confronti della meningite meningococcica e più duratura grazie all’utilizzo di una proteina carrier che, legata all’antigene polisaccaridico, il componente che evoca la risposta immunitaria del corpo all’infezione, aumenta la risposta difensiva dell’organismo. I benefici di questo nuovo vaccino sono stati confermati da studi clinici condotti su adolescenti tra gli 11 e 17 anni di età. I risultati hanno dimostrato come, a un anno dalla vaccinazione, una proporzione più alta degli adolescenti ai quali era stato somministrato il vaccino coniugato conservava una risposta anticorpale protettiva maggiore rispetto a chi aveva ricevuto un normale vaccino polisaccaridico“.

Prima dell’immissione in commercio, il nuovo vaccino ha superato una serie di trials clinici che, nel complesso, hanno coinvolto oltre 18.000 persone, e dal momento della sua approvazione, un totale di 300.000 persone si sono sottoposte a profilassi. Il vaccino è stato studiato in modo particolare per i ragazzi, la fascia d’età più a rischio per questo tipo di patologia. Gli esperti indicano nelle loro abitudini la ragione principale di questa maggiore incidenza, ad esempio la maggior propensione a viaggiare, al contatto con gli altri, alla frequentazione di luoghi affollati, alla partecipazione a sport di squadra e così via: tutti comportamenti che aumentano le probabilità di contrarre l’infezione, così come avviene peraltro per ogni tipo di contagio.

Michele Conversano, membro del Comitato scientifico della Società italiana di Igiene, commenta: “sono sempre più numerosi gli adolescenti che, per studio o per vacanza, si recano in Paesi industrializzati, come Stati Uniti o Gran Bretagna e che, senza un’adeguata copertura vaccinale, si espongono al rischio di contrarre la malattia meningococcica. È pertanto necessario riflettere sull’importanza dell’accesso a questi vaccini, la cui offerta dovrebbe essere uniforme sul territorio nazionale. È fondamentale, inoltre, concentrare le energie della comunità scientifica per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione vaccinale antimeningococcica, anche per mezzo del suo inserimento nelle pianificazioni regionali sulla vaccinazione”, conclude Conversano.

Novartis ha in programma di sottoporre entro l’anno all’Agenzia Europea del Farmaco nuovi dati a sostegno dell’uso del vaccino antimeningococcico coniugato tetravalente anche nei neonati e nei bambini nella prima infanzia, a partire dai due mesi di età.

A tutto ciò deve accompagnarsi anche un’opera di informazione, dal momento che, malgrado l’elevata pericolosità della meningite, che può portare alla morte o a un’invalidità permanente nel giro di 24-48 ore, la maggior parte delle mamme italiane non ritiene che i propri figli corrano rischi e soltanto un terzo ha optato per la vaccinazione.

 

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Una risposta a “Sul mercato i nuovi vaccini contro la meningite

  1. Io più che un commento, volevo delle delucidazioni riguardo l’utilizzo del vaccino tra la popolazione guineiana. Grazie
    Dott.ssa Lidia Loiacono

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