Tubercolosi: casi sospetti a Milano, Asl apre indagini

Casi di tubercolosi a Milano, dove l’infezione sembra essere partita da una scuola elementare per poi coinvolgere alcuni senzatetto che vivono vicino all’istituto Leonardo da Vinci. Finora i contagiati sono 13 bambini e due clochard extracomunitari.

La ASL ha avviato le procedure per capire l’origine dell’infezione. Si parla di un terzo senzatetto di 45 anni che potrebbe rappresentare il caso zero in questo caso di contagio da tubercolosi. Fra l’uomo e i primi due bambini infettati è stato registrato infatti lo stesso tipo di ceppo batterico. Ma dal momento che, come ricorda Giorgio Ciconali della ASL di Milano, “solo rapporti stretti e prolungati possono portare al contagio”, si sta cercando la persona che ha agito da anello di congiunzione fra il clochard e i bambini. Il prof. Codecasa, fra i massimi esperti di tubercolosi in Italia, rassicura: “gli 11 bambini positivi al test non hanno una forma di TBC conclamata: la profilassi, che ha una durata di sei mesi, è svolta in via preventiva”.

La TBC è una malattia molto antica eppure difficilissima da debellare. È causata da un germe che si trasmette per via aerea con il respiro. Si può trattare efficacemente con una combinazione di quattro farmaci, l’ultimo dei quali scoperto 40 anni fa. Può colpire tutti, in tutti i paesi al mondo, senza distinzione di sesso, di etnia o di età.

L’OMS ha qualificato la tubercolosi un’emergenza globale e ha messo a punto la strategia e gli obiettivi degli interventi, mirati al controllo della patologia nei paesi in via di sviluppo. La strategia si basa prevalentemente sull’adesione al trattamento terapeutico, che però necessita di servizi adeguati, di personale qualificato e della disponibilità dei farmaci. Lo stato di povertà di alcuni paesi colpiti, però, impedisce di fatto l’attuazione o il completamento degli interventi strategici che consentono di debellare la malattia.

Fino a quando la tubercolosi non sarà sconfitta nei Paesi poveri, nessuno potrà dirsi al sicuro dal contagio. Sono necessari, quindi, la promozione e il potenziamento di progetti di partenariato con i paesi in via di sviluppo. In Italia vi è una bassa incidenza della malattia in questione. Vengono diagnosticati ogni anno circa 4000 casi.

 

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