Allergie alimentari: come diagnosticarle e gestirle

Un gruppo di esperti finanziato dal National Institute of Allergy and Infectious Disease (NIAID) degli Stati Uniti ha stilato delle linee guida sulla diagnosi e la gestione delle allergie alimentari. I punti chiave delle linee guida sono riportati in questo articolo.

Le allergie alimentari sono definite come “un effetto avverso sulla salute causato da una determinata risposta immunitaria che si verifica in modo riproducibile in seguito all’esposizione ad un determinato alimento”. Le allergie alimentari devono essere trattate nei pazienti che sviluppano anafilassi o altri sintomi subito dopo l’assunzione di alimenti, nei bambini affetti da proctocolite atopica, esofagite eosinofila, enterocolite, enteropatia o proctocolite allergica e negli adulti affetti da esofagite eosinofila.

Le dichiarazioni di genitori e pazienti che soffrono di allergie alimentari devono essere confermate, in quanto nel 50-90% dei casi sospetti non si tratta di allergie alimentari. La cartella clinica, la visita e i test alimentari orali sono indispensabili ai fini della diagnosi. Per individuare gli alimenti che causano allergie, si raccomanda l’uso del test allergometrico cutaneo a lettura immediata (skin prick test); anche le diete di eliminazione sono utili.

Si consiglia l’allattamento al seno fino a 4-6 mesi di età, salvo indicazione contraria. L’introduzione dei cibi solidi, tra cui potenziali alimenti allergenici, non deve essere ritardata oltre i 4-6 mesi d’età. Si suggerisce di limitare l’alimentazione materna durante la gravidanza o l’allattamento al fine di evitare l’insorgere di allergie alimentari.

Si sconsiglia, inoltre, di sostituire il latte vaccino con il latte di soia. La sostituzione del latte vaccino con il latte idrolizzato è consigliata nel caso di neonati a rischio alimentati non solo con latte materno. L’anafilassi deve essere trattata tempestivamente mediante somministrazione di epinefrina intramuscolo accompagnata da terapia coadiuvante.

Queste linee guida, sviluppate da un gruppo di esperti e basate su un’ampia revisione della letteratura esistente, sono state concepite al fine di aiutare gli allergologi/immunologi e gli altri professionisti sanitari a diagnosticare e gestire le allergie alimentari.

Fonte:  J Allergy Clin Immunol. 2010;126:1105-18.

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