Affaticamento cronico: ecco come affrontarlo

I risultati di questo studio dimostrano che la terapia cognitivo-comportamentale e la terapia ad esercizi graduati possono essere efficaci per il trattamento della sindrome da affaticamento cronico, tuttavia alcune associazioni di pazienti hanno affermato che questi trattamenti possono essere dannosi e favorire il ricorso all’assistenza sanitaria specialistica. Lo scopo di questa ricerca è stato quindi quello di valutare l’efficacia e la sicurezza di questi 4 trattamenti.

Nello studio randomizzato a gruppi paralleli, i pazienti che rispondevano ai criteri di Oxford relativamente alla sindrome da affaticamento cronico sono stati arruolati da cliniche privati del Regno Unito e assegnati mediante randomizzazione a sequenza computerizzata a ricevere assistenza medica specialistica oppure una terapia di pianificazione adattiva, una terapia cognitivo-comportamentale o una terapia ad esercizi graduati.

Gli esiti primari erano l’affaticamento (misurato in base ai punteggi del questionario Chalder sull’affaticamento) e la funzionalità fisica (misurata in base ai punteggi delle sottoscale SF-36) fino alla 52esima settimana dopo la randomizzazione, mentre la sicurezza è stata valutata principalmente registrando tutti gli eventi avversi gravi, tra cui le reazioni avverse gravi ai trattamenti in studio.

Le conseguenze sono state valutate dai partecipanti, i quali erano necessariamente al corrente dell’assegnazione del trattamento, mentre lo statistico era all’oscuro dell’assegnazione del trattamento per l’analisi degli outcome primari. Sono stati utilizzati modelli di regressione longitudinali per confrontare la sola assistenza medica specialistica con altri trattamenti, la terapia di pianificazione adattiva con la terapia cognitivo-comportamentale e la terapia di pianificazione adattiva con una terapia ad esercizi graduati. L’analisi finale includeva tutti i partecipanti i cui dati sono stati raccolti per gli outcome primari. Questo studio clinico è stato registrato ed è consultabile all’indirizzo www.isrctn.org – link diretto.

Sono stati arruolati 641 pazienti idonei, 160 dei quali sono stati assegnati al gruppo ‘terapia di pianificazione adattiva’, 161 al gruppo ‘terapia cognitivo-comportamentale’, 160 al gruppo ‘terapia ad esercizi graduati’ e 160 al gruppo ‘sola assistenza medica specialistica’. Rispetto alla sola assistenza medica specialistica, i punteggi medi di affaticamento dopo 52 settimane erano di 3,4 punti (95% CI da 1,8 a 5,0) inferiori per la terapia cognitivo-comportamentale (p=0,0001) e di 3,2 punti (da 1,7 a 4,8) inferiori per la terapia ad esercizi graduati (p=0,0003), mentre non differivano per quanto riguarda la terapia di pianificazione adattiva (di 0,7 punti [da −0,9 a 2,3] inferiori; p=0,38). Rispetto alla sola assistenza medica specialistica, i punteggi relativi alla funzionalità fisica media erano di 7,1 punti (da 2,0 a 12,1) superiori per la terapia cognitivo-comportamentale (p=0,0068) e di 9,4 punti (da 4,4 a 14,4) superiori per la terapia ad esercizi graduati (p=0,0005), mentre non differivano per quanto riguarda la terapia di pianificazione adattiva (di 3,4 punti [da −1,6 a 8,4] inferiori; p=0,18). Rispetto alla terapia di pianificazione adattiva, la terapia cognitivo- comportamentale e la terapia ad esercizi graduati erano associate ad un livello di affaticamento inferiore (terapia cognitivo-comportamentale p=0,0027; terapia ad esercizi graduati p=0,0059) e ad una maggiore funzionalità fisica (terapia cognitivo-comportamentale p=0,0002; terapia ad esercizi graduati p<0,0001). Le analisi di sottogruppo di 427 partecipanti che rispondevano ai criteri internazionali della sindrome da affaticamento cronico e di 329 partecipanti che rispondevano ai criteri di Londra per l’encefalomielite mialgica hanno prodotto risultati equivalenti. Sono state registrate reazioni avverse gravi in 2 (1%) dei 159 partecipanti del gruppo ‘terapia di pianificazione adattiva’, in 3 (2%) dei 161 partecipanti del gruppo ‘terapia cognitivo-comportamentale’, in 2 (1%) dei 160 partecipanti del gruppo ‘terapia ad esercizi graduati’ e in 2 (1%) dei 160 partecipanti del gruppo ‘sola assistenza medica specialistica’.

La terapia cognitivo-comportamentale e la terapia ad esercizi graduati possono essere quindi aggiunte con la massima sicurezza alla sola assistenza medica specialistica al fine di migliorare lievemente gli outcome della sindrome da affaticamento cronico, mentre l’aggiunta della terapia di pianificazione adattiva non è risultata efficace.

fonte: The Lancet. 2011;doi:10.1016/S0140-6736(11)60096-2.

 

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