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Il cellulare brucia gli zuccheri

Il cervello non è più lo stesso dopo aver parlato a lungo con il cellulare. A dirlo uno studio americano pubblicato su Jama che dimostra come stare incollati al telefono mobile almeno 50 minuti alteri il metabolismo del glucosio di alcune aree del cervello prossime all’antenna, senza però provare che questo faccia male. Continua a leggere

Ecco come funzionano i ricordi

Quando una luce particolare, un rumore o con più facilità un odore rievocano in noi l’immagine di una persona, di una situazione o di un periodo della nostra vita, sappiamo ora che si tratta di un meccanismo mnemonico prodotto dal cervello. Continua a leggere

Combatti il dolore, guardalo in faccia

Il dolore vi perseguita? Niente paura, basta guardarlo in faccia. Secondo uno studio italo-britannico, osservare la zona del corpo da cui proviene il dolore che si avverte aiuta a superarlo. I ricercatori di University College di Londra e dell’Università di Milano-Bicocca hanno indagato la relazione che sussiste fra i sensi, il cervello e la percezione del nostro corpo. Continua a leggere

Memoria di ferro: merito di una proteina

Dopo seicento anni, la prodigiosa memoria di Pico della Mirandola, umanista e filosofo fiorentino del 1400, sembra finalmente avere trovato una spiegazione scientifica: il segreto della sua mente sta in una proteina chiamata IGF-II. Secondo una ricerca, appena pubblicata dalla rivista Nature, questa proteina funziona come elisir salva-ricordi. Continua a leggere

160 ripetizioni per imparare una nuova lingua

Tutti possono imparare una lingua straniera e il tempo di apprendimento non è diverso da persona a persona. Via ogni comune credenza che esistano persone più portate: un idioma sconosciuto si impara, calcolatrice alla mano, una parola ogni 14 minuti. Basta ripeterla 160 volte e il cervello la fa propria dopo aver creato nuove connessioni neuronali pronte a “ospitare” la nuova acquisizione. Continua a leggere

Uno shock elettrico aiuterà il cervello con la matematica

Una microscossa impercettebile ai lobi parietali del cervello sarebbe in grado di raddoppiare le abilità matematiche: a sostenerlo un gruppo di studiosi dell’Università di Oxford (Regno Unito) che, in un articolo pubblicato su Current Biology, spiegano che l’effetto dura sei mesi e che potrebbe essere un nuovo metodo per trattare la discalculia – l’equivalente matematico della dislessia – una patologia che provoca, in chi ne è affetto, importanti difficoltà nel comprendere e portare a termine i calcoli matematici.

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